La parola innamorata. Talk, seminari, incontri, reading

Cominciamo con un’immagine di Pier Paolo Pasolini a Salerno ospite del “Circolo Democratico” di via dei Principati ovvero quella straordinaria fucina d’idee ed iniziative guidata da Nino Mancuso. In uno di quest’incontri, Pasolini fu artefice di un affollato ed acceso dibattito il 21 marzo del 1960 organizzato da Roberto Visconti “Più che una conferenza, fu un dialogo – ricorda l’architetto – un discutere di argomenti sicuramente anticipatori rispetto alle problematiche, ai mali che viviamo tuttora nel nostro triste contemporaneo”. Un dialogo intenso tra Pasolini e le centinaia di partecipanti, tra cui Mario Carotenuto, Francesco Franco, Pietro La Veglia, Roberto Volpe in una città di grandi fermenti. Una città che spesso “ritrova” Pasolini. A cominciare dal dialogo con Alfonso Gatto che addirittura sceglie come attore in due suoi film (il poeta salernitano nel 1964 interpreta Andrea nel Vangelo secondo Matteo e nel 1968 è il medico in Teorema). Ricompare Pasolini nel salernitano in uno storico sopralluogo in Costiera Amalfitana. Dove, nel luminoso chiostro duecentesco del Convento di San Francesco a Ravello, ambienta la storia dell’ortolano Masetto del Decameron del 1971. Nel tempo a venire, si deve soprattutto a Michele Schiavino e al suo lavoro analitico ed appassionato il costante omaggiare il poeta e regista. Fin dalla raccolta in volume del convegno “di/per Pier Paolo Pasolini” del 1979 (successivamente edito dalla Coop Laboratorio 2029 con altri scritti, tra questi Carmelo Bene). E poi negli anni si aggiungeranno numerosi altri incontri, convegni e progetti memoriali curati da studiosi, critici, accademici, appassionati, divulgatori dell’opera pasoliniana.

Da questa “presenza territoriale” l’esigenza di raccontare, ancora una volta, Pier Paolo Pasolini.

Il desiderio principale è infatti quello di riascoltare la sua opera e di ritrovarla attraverso le differenti diramazioni del suo lavoro. Un racconto che abbiamo voluto definire “La parola innamorata” un lavoro corale dove differenti professionalità e sensibilità culturali s’incontrano e determinano una trama narrativa e didattica attorno all’opera di Pier Paolo Pasolini. Un progetto di talk, racconti e visioni che nell’intercettare la mostra di Dino Pedriali diventa un ulteriore spazio di riflessione su Pier Paolo Pasolini.

“La parola innamorata” (The enchanted word). Lectures, seminars, meetings and readings

Let’s start with a picture of Pier Paolo Pasolini in Salerno as a guest of the “Democratic Circle” of via dei Principati, which was an extraordinary breeding ground of ideas and initiatives, led by Nino Mancuso. During one of these meetings, Pasolini was the main author of a crowded and lively debate organised by Roberto Visconti. “It was a dialogue, more than a conference – the architect remembers – it was discussing issues that were surely anticipatory of the set of problems and pains that we are still living in this sad present day”. It was an intense dialogue between Pasolini and the hundreds of participants, including Mario Carotenuto, Francesco Franco, Pietro La Veglia, Roberto Volpe, in a city that was experiencing a period of great turmoil. A city that often “finds” Pasolini. Starting from the dialogue with Alfonso Gatto, who was chosen by Pasolini as an actor for two of his films (the poet from Salerno, in 1964, plays Andrew in The Gospel According to St. Matthew and in 1968 he interprets the role of the physician in Teorema). Pasolini reappears near Salerno during a memorable inspection along the Amalfi Coast, where he chose the thirteenth-century, bright cloister of the convent of S. Francis in Ravello to set the story of Masetto the greengrocer in his film “Decameron” in 1971.

After that, we mainly owe our gratitude to Michele Schiavino and his analytic and passioned work for steadily paying homages to the poet and director, ever since he collected in a volume all the papers of the conference “of/for Pier Paolo Pasolini” of 1979 (later published by “Coop Laboratorio 2029” with other papers, including one by Carmelo Bene). Over the years many other meetings, conferences and biographical projects were organised, curated by scholars, critics, enthusiasts, communicators of the work of Pasolini.

From this very “local presence” we feel the need, once and again, to narrate Pier Paolo Pasolini. Our main wish, is, indeed, to listen and rediscover his work, through its different branches. A story that we define as “La parola innamorata” (The enchanted word), a choral work in which various professionalisms and cultural sensibilities meet and determine a narrative and educational pattern around Pier Paolo Pasolini’s work. A project composed of lectures, stories, visions, a project that “intercepting” the exhibition of Dino Pedriali, becomes a further space for reflection about Pier Paolo Pasolini.

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